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Introduzione PDF E-mail

Le attività realizzative della proposta progettuale si collocano in 5 diversi ambiti di sviluppo, come illustrato nello schema dell’ architettura:

  1. standardizzazione dei protocolli di comunicazione tra i front-end delle flotte ed il centro servizi nazionale per i veicoli;
  2. sviluppi per l’implementazione nel centro servizi nazionale per i veicoli dei protocolli standard di comunicazione verso le flotte e verso i centri di controllo locali della mobilità;
  3. standardizzazione dei protocolli di comunicazione tra il centro servizi nazionale per i veicoli ed i centri di controllo territoriali della mobilità;
  4. sviluppi nella piattaforme telematiche cittadine per l’estensione del sistema di supervisione della mobilità e la sua integrazione con strumenti di simulazione e predisposizione dei database in tempo reale utili ai servizi per gli automobilisti;
  5. sviluppi ed integrazione nella piattaforma telematica cittadina di un sistema di supporto decisionale per il controllo accessi ad aree del territorio e relativi servizi ai cittadini.

Le varie città coinvolte nella realizzazione del progetto, pur avendo un interesse comune allo sviluppo del modello architetturale generale, partono da situazioni realizzative diverse sulle quali interverranno al fine di implementare tale modello.

Nello specifico nel sito di Torino, una volta realizzati gli sviluppi software, sarà attuata la prima fase della sperimentazione per la verifica di funzionamento di tutta la catena informativa con i prototipi degli apparati di bordo. In altri termini si verificherà la capacità nel supervisore del traffico di gestire i dati provenienti dai veicoli (FCD) e nell’altro senso la capacità di elaborare le informazioni e di farle arrivare a bordo di tali veicoli, oltre ovviamente sugli altri sistemi e servizi di informazione.

Nella seconda fase della sperimentazione i veicoli attrezzati si sposteranno sugli altri siti per la verifica di funzionamento dell’interazione con i vari centri di controllo locali della mobilità. Al termine della fase di sviluppo dell’intero sistema, secondo l’architettura prima descritta, si procederà all’implementazione nei vari siti; in particolare:

  • nel sito di Bologna, come a Torino, sarà attuata una sperimentazione completa di tutta la catena informativa in entrambe le direzioni comprensiva dei contenuti informativi relativi al sistema di gestione ZTL;
  • nei siti di Firenze, di Genova e di Cagliari la sperimentazione riguarderà l’intera catena ma i contenuti inviati ai veicoli non riguarderanno il sistema di controllo accessi ma informazioni sul traffico elaborate dal supervisore.